Il Coffee House (2002)

Nell'anno 1999, i responsabili del Centro Betel d'Italia mi mandarono ad aprire una nuova casa di riabilitazione per i tossicodipendenti a Genova, dove ho avuto il privilegio di conoscere dei credenti del Centro Cristiano di Ascolto "I veri amici", che svolgevano l'attività del "Coffee House". Insieme ad altri collaboratori evangelizzavano nella zona di via Prè, un quartiere malfamato di Genova, aiutando ragazzi e ragazze emarginate. Ho fatto delle belle esperienze insieme a loro partecipando alcune volte a questa attività.
Uscito dal Centro Betel, e tornato a Napoli, iniziai ad aiutare i primi ragazzi tossicodipendenti; così, insieme ad altri collaboratori nacque in noi il desiderio di iniziare un'evangelizzazione di questo tipo.
 

Il Coffee House è una caffetteria, un luogo dove invitare ragazzi e ragazze in difficoltà, senza alcuna discriminazione, per offrire loro un pasto caldo, ascoltarli, comprendere i loro bisogni e annunziare loro la buona novella di Gesù. I princìpi che ispirano questa iniziativa sono quelli biblici, condivisi da tutti i cristiani.

Con questo lavoro, senza risparmiarci, abbiamo a cuore un obiettivo concreto e molto chiaro: offrire una reale opportunità di liberazione dalla schiavitù delle droghe e dall'alcool a quelli che lo vogliono.


Nell'estate del 2002 abbiamo preso un locale in via Bernardo Quaranta, S. Giovanni a Teduccio, si trova in uno dei rioni più degradati della zona. In questo quartiere ogni giorno si stenta a sopravvivere tra famiglie distrutte dalla droga, dall'alcool e dalla violenza. Sappiamo anche che a tutto questo sistema malato e trascurato corrisponde anche un grande bisogno di cure e di amore.

Abbiamo realizzato di persona che il bisogno più grande che hanno è quello di ricevere attenzione e di sentirsi amati. Questo locale funziona come Centro Ascolto e come Coffee House. I collaboratori hanno la possibilità di dialogare con queste persone dando una parola di conforto mediante un aiuto tangibile.
Alcuni operatori della Missione Kades hanno vissuto in prima persona l'esperienza della droga e dell'alcool. La nostra convinzione, dunque, è fondata anche sulla nostra esperienza, e cioè che la fede in Cristo Gesù può liberare da queste schiavitù e la presenza spirituale del Signore può medicare e curare tutte le ferite.

Alla maggior parte dei ragazzi diamo un primo soccorso e poi li affidiamo a comunità terapeutiche di carattere cristiano. Mentre alcuni problemi di sostentamento familiare vengono affrontati personalmente dagli Operatori della Missione Kades.

 

Chi è l'Operatore di strada

Clicca la foto per ingrandirlaL'Operatore di Strada ha il compito di individuare, appunto "in strada", tossicodipendenti in seria difficoltà che manifestano l'intenzione di uscire dalla droga. Non ha invece il compito di dettare regole a cui deve sottoporsi un tossicodipendente al fine di essere accettato nel centro di recupero.
Tale forma di aiuto deve essere praticata umilmente e con grande sacrificio, collaborando con le comunità terapeutiche per un fine unico che è quello del recupero del soggetto.

La persona interessata all'incarico di Operatore di Strada deve sapere che questo comporta un serio impegno assunto nei confronti della persona da aiutare: cercare un'attività che possa tenerlo impegnato ed avere un continuo contatto con le persone che lo circondano.
In poche parole, l'Operatore deve sostituire l'intera famiglia del ragazzo/a, almeno per un periodo, a proprio rischio e pericolo, in cambio di un obiettivo ben preciso che è quello di salvare la sua vita. Bisogna essere attenti perché il tossicodipendente è abituato a delle astuzie. È necessario quindi prevenire le sue mosse con iniziative appropriate, a secondo della situazione. D'altra parte, bisogna anche essere premurosi per non allontanarlo ma per conquistare la sua fiducia. Quindi bisogna essere pronti a tutto ed avere tanta pazienza.

Durante questa fase di pre-ingresso al centro di recupero, il tossicodipendente ha bisogno di un continuo soccorso morale e spirituale di cui l'Operatore deve essere pronto a farsi carico.
Spesso la mancanza di conoscenza o l'incomprensione dei problemi dei ragazzi tossicodipendenti può indurre ad approcci sbagliati, anche se a fin di bene, finendo per peggiorare la situazione.
È importante, quindi, trovare uomini e donne che come il "buon samaritano" della parabola, se ne prendano cura fino al totale reinserimento, sostenendoli il più possibile, in ogni aspetto della propria vita.

Nessun medico o altro esperto può veramente dire quando un tossicodipendente sia, oppure no, recuperabile. Qualsiasi dipendenza, infatti, può essere superata a patto che ci siano le giuste motivazioni, si sia disposti a mettersi in discussione e a costruire su un buon fondamento.
La convinzione dell'Operatore di Strada cristiano è che, in definitiva, solo la presenza spirituale di Cristo Gesù può ricostruire veramente queste vite andate in frantumi, curandone le piaghe e guarendone l'anima.

 

Il lavoro nei penitenziari

Clicca sulla foto per ingrandirlaCirca cinque anni fa nel mio cuore nacque il desiderio di lavorare nei Centri Penitenziari per portare una parola di speranza, un aiuto morale e assistenza spirituale ai detenuti. Questo desiderio diventava sempre più forte e fu così che parlando con un amico che lavora nella Cappellania dell’ Ospedale Evangelico Betania di Ponticelli, mi propose di fare un Corso di Pastorale Carceraria che si teneva nella Chiesa Evangelica Battista di Via Foria (NA).

Così lo iniziai e lo terminai insieme ad altri credenti. Chiesi a Dio di darmi la possibilità di entrare nei carceri indicandomi la strada giusta da percorrere per fare questo lavoro. All’inizio ho cercato di entrare a Poggioreale come assistente volontario, ma ho avuto molti impedimenti, e ringrazio Dio per questo perché nonostante sia passato del tempo da allora, posso dire che nel mese di Giugno 2004 mi è stata concessa l’autorizzazione per entrare nelle carceri della Campania.

Ho iniziato a visitare i detenuti di Poggioreale, poi dopo poco tempo sono entrato nel carcere di Secondigliano. Così ho iniziato facendo colloqui e consulenze spirituali a coloro che facevano la richiesta. Ho potuto ascoltare molti ragazzi, e ho potuto considerare che la maggior parte di loro non hanno mai frequentato una chiesa e non sanno cosa è la fede Cristiana. Così ho iniziato a condividere la Parola di Dio, all’inizio molti hanno partecipato per curiosità o magari per passare un tempo diverso dal solito, ma alcuni di questi davvero erano interessati a conoscere la Verità e iniziare un cammino di fede, e posso dire che ancora oggi non solo continuano a crescere nella fede in Cristo Gesù meditando la Parola di Dio, essendo presenti a tutte le riunioni dove condividiamo il Vangelo, ma hanno iniziato ad invitare anche i loro amici di cella alle riunioni che facciamo nelle aule del carcere.

Testimoniamo come Gesù ha cambiato la nostra vita, liberandoci dal peccato, dandoci la pace e la gioia. Molti ragazzi detenuti sono tossicodipendenti e ascoltando quanto Dio li ama, iniziano a credere che c’è una speranza anche per loro e così chiedono di essere aiutati affrontando un programma di riabilitazione terapeutico in un Centro Cristiano di recupero. Quando vediamo che sono motivati, ci interessiamo per farli trasferire in una Comunità per la riabilitazione. Sono molto grato al Signore per quest’opera che sta facendo in questi luoghi e lo ringrazio per l’opportunità che ci ha dato di portare la buona novella di Gesù a queste persone dietro le sbarre, ma maggiormente prigioniere del peccato, Gesù è venuto per guarire, liberare e salvare ciò che era perduto.

Elia Occhicone

 

Lavoro svolto nel 2002

L’Associazione DIACONIA Missione Kades sede in Barra (Na) ha cominciato la sua attività a febbraio del 2002 con degli incontri con i disadattati della Stazione Ferroviaria di Napoli, piazza Garibaldi. In questa sede vengono dispensati cibo e indumenti oltre ad avere la possibilità di parlare con i singoli individui portando loro una parola di conforto, mediante un approccio di aiuto tangibile. In tutto l’anno 2002 ha funzionato un Centro di Ascolto disponibile 24 ore su 24 e accogliendo nella sede di via S. Martino 20, alcuni giovani che avevano bisogno di un primo aiuto prima di accompagnarli ad un Centro di recupero tossicodipendenti. Il giovane Armando Autiero che, non potendo entrare in alcun centro per problemi di sostentamento familiare, è stato aiutato, a livello personale, dal presidente.

E’ stato redatto un giornalino, per ora semestrale, che ha il compito di tenere informate le comunità sugli sviluppi ed iniziative dell’Associazione. Nel mese di marzo, nella sede di via S. Martino abbiamo ricevuto la visita dell’ispettore del Commissariato di S.Giovanni a Teduccio, per accertarsi che il tutto avesse un buon andamento. Ha verificato ogni regolarità ed ha augurato un buon proseguimento del lavoro. Nei mesi di marzo ed aprile otto ragazzi sono stati accompagnati nei centri recupero. Purtroppo cinque di essi non hanno resistito. Nel mese di maggio la Chiesa Battista di Via Foria (NA) ha cominciato a collaborare con la donazione di alimenti che vengono distribuiti in parte alla Stazione Centrale di Napoli, ed in parte a famiglie bisognose. Quindici famiglie, infatti, vengono aiutate mensilmente. Ancora alla stazione ferroviaria di Napoli ragazze madri o ragazze in stato di depressione sono state accompagnate in centri di aiuto. A dicembre il locale in via Bernardo Quaranta 9, S. Giov. a Teduccio destinato al Coffe house era quasi ultimato. In questo locale ci si prefigge di offrire aiuto a persone in disagio offrendo loro un pasto caldo e un’opportunità di liberazione a tutti quelli che lo vogliono.

 

Lavoro svolto nel 2004

Nell’anno 2004 la collaborazione con i Centri per Recupero Tossicodipendenti si è consolidata. Nella sede legale della Missione Kades incontriamo diversi ragazzi tossicodipendenti ed alcolizzati che sono motivati al recupero. Alcuni sono entrati in comunità ed altri sono in procinto di entrare.

Con la collaborazione di altre chiese abbiamo avuto delle riunioni per sensibilizzare le persone al problema droga e predicare la Parola di Dio. Nel quartiere Scampia di Secondigliano, con la collaborazione della Chiesa evangelica del lotto H abbiamo realizzato delle riunioni dove si è predicato il messaggio della buona novella e la guarigione dalla droga mediante la fede in Cristo Gesù.

Il lavoro che si svolge nella Stazione Centrale di Napoli piazza Garibaldi, per la distribuzione degli alimenti continua a portare frutto. Attraverso questa Missione i collaboratori dell’Associazione hanno avuto modo di contattare diversi giovani emarginati, e successivamente alcuni sono entrati nei Centri di recupero Betel, Remar e C.E.R.T. per svolgere un programma terapeutico. Circa 35 ragazzi sono stati ospitati in questi Centri.

L’evangelizzazione ai detenuti all’interno dei carceri di Secondigliano e Poggioreale iniziata nel mese di Luglio, sta avendo buon esito. Ringraziamo Dio per il privilegio che ci ha dato di predicare la Sua Parola anche in questi luoghi. Bene, possiamo dire che fin qui il Signore ci ha sostenuto.



Cercare i perduti - di Anna Ferone

Ringrazio il Signore per l'opera di salvezza che ha fatto nella mia vita e per il desiderio che ha messo nel mio cuore di servirLo, lavorando nella Sua opera missionaria per l'aiuto dei disadattati alla Stazione Centrale di Napoli.
Grazie a questa attività evangelistica che svolgo insieme ad altri collaboratori della Missione Kades, ho ritrovato un ragazzo che conoscevo da tempo e che si era allontanato da casa vivendo sotto la Stazione Ferroviaria di Napoli.
Avendo perso i genitori, rifiutava la sua vera identità fino al punto di dare altre generalità e non riconoscendo i propri fratelli. Così iniziai a parlargli dell'amore di Dio, di come poteva cambiare la sua vita e guarire il suo cuore. Molti sono stati gli incontri con lui, però posso dire che Dio ha compiuto la sua opera. Ora Pietro è tornato a casa insieme alla sua famiglia.
Sono felice e chiedo al Signore che ravvivi sempre di più il desiderio nel mio cuore di cercare i perduti, aiutarli e portargli la buona novella di Cristo Gesù. Dio ci benedica.
 

 

Visitare gli ammalati

Clicca la foto per ingrandirlaNel mese di Maggio 2004 buona parte dei collaboratori della missione Kades insieme ai confratelli della Chiesa Evangelica Battista di via Foria (NA) hanno terminato un corso teorico-pratico di 1° livello per la formazione alla relazione di aiuto spirituale agli infermi, organizzato dal Pastore Massimo Aprile.

Tutti coloro che hanno partecipato hanno sentito una particolare chiamata al sostegno spirituale agli ammalati, avvertendo anche un grande bisogno di un approfondimento e un accompagnamento per migliorare il proprio servizio.

Il corso si è fatto in 10 incontri quindicinali, il tutto è durato 30 ore complessive. Ogni incontro è iniziato con una breve meditazione biblica a cura di uno dei partecipanti.

Gli altri incontri sono stati guidati sempre dal Pastore Massimo Aprile con l'intervento del Pastore Sergio Manna, la Pastora Anna Maffei, il Dott. Franco Schetter e l'Educatore Elia Francesco Occhicone.

Si sono trattati i seguenti argomenti:

Incontri:

1. Inc. Il Pastore Massimo Aprile ci ha introdotti al metodo della pastorale clinica, e sono state date le direttive come stendere il verbale di una visita e patto di approfondimento.

2. La visita in ospedale: aspetti pratici e spirituali con l' analisi di un verbale e il genogramma (Past. M. Aprile)

3. Aspetti psicologici ed emotivi della malattia e del visitatore (Dott. Franco Schetter. Psicoter.)

4. La diagnosi pastorale: un protocollo (Past. Sergio Manna)

5. Il consenso informato: dire la verità al paziente, verbale della visita in ospedale

6. Quando la malattia è anche la tossicodipendenza. Aspetti pratici e pastorali (Educatore Elia Francesco Occhicone)

7. Il cristiano davanti alla morte. Riflessioni bibliche e fasi del morire, verbale e genogramma (Past. Massimo Aprile)

8. Guarigione, proroga di vita. Una riflessione teologica sui miracoli (Pastora Anna Maffei)

9. Il guaritore ferito. Offrire aiuto a partire dalle proprie ferite. (Past. Massimo Aprile)

10. L'uso della bibbia e pratica della preghiera nella visita all'ammalato. (Pasdt. Sergio Manna)

Conclusioni: verifica del patto.

Da parte dei partecipanti: Attraverso questo corso teorico pratico abbiamo potuto imparare molte cose e ci siamo arricchiti molto. Ringraziamo i Pastori ed altri responsabili.

 

Un breve messaggio: Perché preoccuparsi?

Sei nelle Sue mani!
Dio ama ognuno di noi. L'amore di Dio ha effetti. Caccia via la paura e ci dà la sicurezza che Egli ci assisterà in ogni aspetto della nostra vita. È la fede nel suo amore che tiene lontana sia l'ansia che la paura. L'amore perfetto caccia via la paura (1 Giovanni 4,18).

L'amore di Dio nel proprio cuore é come accendere la luce in una stanza buia: l'oscurità sparisce!
Gesù dice: "Venite a me voi tutti che siete affaticati ed oppressi ed io vi darò riposo" (Mt 11,28).

Dio mandò il Suo unico Figlio sulla terra, accettando la sfida dell'umanità. È solo per mezzo di Gesù che possiamo veramente sapere qualcosa di Dio. Gesù per tutta la Sua vita non fece altro che amare. Parlò di amore e lo dimostrò nei confronti di tutti. Amò fino alle estreme conseguenze, quelle di dare la propria vita per noi. Sulla croce Egli si è fatto carico dei nostri peccati e ci ha offerto il perdono. A noi resta solamente di accogliere questo amore e lasciare che operi nella nostra vita.

Gesù è ancora oggi la domanda sulla nostra fede e la risposta alla nostra ricerca di senso.
È per mezzo di Lui che possiamo giungere al Padre. Lui è la Via, la Verità e la Vita (Giovanni 11,6).

Gesù è la chiave dei tuoi tesori. Con essa potrai aprire lo scrigno delle sue ricchezze conservate per te. Egli ti rende una nuova creatura ed erede dei suoi benefici.

Gesù ti appartiene come tu appartieni a Lui. Accoglilo nel tuo cuore.

 

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